202211.03
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LA PROVA TESTIMONIALE E’ UTILIZZABILE SE L’INAMMISSIBILITÀ È ECCEPITA TARDIVAMENTE

Con sentenza del 30/9/2022, la Corte d’Appello di Bari, accogliendo le difese svolte dall’avv. Roberto Massarelli, ha rigettato l’appello finalizzato all’accertamento di un credito. La Corte ha fondato il suo convincimento su una prova testimoniale che l’appellante aveva censurato come inammissibile, avendo però sollevato tardivamente la relativa eccezione.

Si legge in particolare, nella sentenza della Corte (Presidente e Relatore dott. Matteo Antonio Sansone) che “l’inammissibilità della prova testimoniale, ai sensi degli artt. 2722 e 2723 cod. civ., (derivando non da ragioni di ordine pubblico processuale, quanto dall’esigenza di tutelare interessi di natura privata ) non può essere rilevata d’ufficio, ma deve essere eccepita dalla parte interessata, prima dell’ammissione del mezzo istruttorio; qualora, peraltro, nonostante l’eccezione d’inammissibilità, la prova sia stata egualmente espletata, è onere della parte interessata eccepirne la nullità, nella prima istanza o difesa successiva all’atto, o alla notizia di esso, ai sensi dell’art. 157, secondo comma, cod. proc. civ., l’una eccezione, quella d’inammissibilità, non dovendo essere confusa con l’altra, quella di nullità, né potendo ad essa sovrapporsi, perché la prima eccezione opera “ex ante”, per impedire un atto invalido, mentre la seconda agisce “ex post”, per evitare che i suoi effetti si consolidino”.

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