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LA LIBERAZIONE DEL FIDEIUSSORE, RILEVABILE ANCHE D’UFFICIO, COME EFFETTO DELLA C.D. USURA CONCRETA

E’ pacifico in giurisprudenza il diritto dei fideiussori di rifiutare l’adempimento richiesto in presenza di violazioni degli obblighi di diligenza e buona fede da parte della banca (fra le torrenziali pronunce di legittimità e di merito in “subjecta materia” vedasi la sentenza della Cass.  Civ del  24 febbraio 2004 pubblicata sul n. 16/2004 di Guida al Diritto, ed ancora la sentenza della Cass. Civ  n. 611 del 17/1/2003 , ed ancora la sentenza della Cass. Civ. n. 6734 10/5/2002, ed ancora la sentenza della Cass. Civ n. 11772 del 6/8/2002 , ed ancora la sentenza della Cass. Civ. n. 7857 del 5/6/2001 , ed ancora sentenza della Cass. Civ. n. 4229 del 23/3/2001 , ed ancora sentenza della Cassazione Civ. n. 18707/1989, ed ancora Cass.  Civ.  n. 4006/1989 , Cass. Civ. n. 3385/1989, Cass. Civ. n. 3387/1989, Cass. Civ. n. 2909/1996).

Ha chiarito in argomento la giurisprudenza che “il limite della estensione del rischio del fideiussore è rappresentato dall’assoggettamento dell’istituto di credito al dovere di comportamento secondo il canone di buona fede nell’esecuzione del contratto di garanzia, dovendosi conseguentemente escludere dalla copertura fideiussoria le anticipazioni accordate dalla banca al debitore principale in violazione del dovere di solidarietà contrattuale, nella cui osservanza, durante l’esecuzione della garanzia, trova realizzazione il principio di buona fede” (cfr. Tribunale di Taranto, 07 Marzo 2014 Est. Annagrazia Lenti).

Per pacifica giurisprudenza, infatti, l’impegno del fideiussore “non è assoluto, perché incontra il duplice limite della escussione fraudolenta o abusiva (a fronte della quale il garante può opporre la exceptio doli) e del caso in cui le predette eccezioni siano fondate sulla nullità del contratto presupposto per contrarietà a norme imperative o per illiceità della sua causa(cfr. Cass. Civ. n. 21398 del 18/09/2013, nello stesso senso vedasi anche Trib. Arezzo 03/05/2013; Trib. Milano, 25/02/2008, Trib. Savona 19/11/2005, Corte di Appello di Genova 25/07/2003).

Sull’ammissibilità della c.d. “exceptio doli” anche in caso di contratto autonomo di garanzia si è espressa a chiare lettere la Corte di Cassazione con sentenza n. 15108 del 17/06/2013.

Peraltro, che il garante abbia un inalienabile diritto di far valere l’exceptio doli, ai fini della liberazione delle garanzie è conseguenza di un principio cardine del nostro ordinamento, e ciò quello che impone alle parti, ai sensi degli artt. 1175 e 1375 c.c., di comportarsi secondo correttezza e buona fede.

Ha chiarito infatti la giurisprudenza in materia che “nelle garanzie autonome non è esclusa l’operatività del principio della buona fede, quale fonte integrativa degli effetti degli atti di autonomia privata, in virtù del quale deve ritenersi giustificato il rifiuto del pagamento, qualora esistano prove evidenti del carattere fraudolento (o anche solo abusivo) della richiesta del beneficiario” (cfr. Trib. Milano sent. n. 2994/2017)

Tra le torrenziali pronunce in “subjecta materia” (nel senso cioè della liberazione del fideiussore per violazione dell’obbligo di buona fede da parte della banca) vedasi anche Cass.  Civ del 24 febbraio 2004, Cass. Civ  n. 611 del 17/1/2003 , Cass. Civ. n. 6734 10/5/2002, Cass. Civ n. 11772 del 6/8/2002, Cass. Civ. n. 7857 del 5/6/2001, Cass. Civ. n. 4229 del 23/3/2001, Cassazione Civ. n. 18707/1989, Cass.  Civ.  n. 4006/1989, Cass. Civ. n. 3385/1989, Cass. Civ. n. 3387/1989, Cass. Civ. n. 2909/1996.

Un’ipotesi tipica di exceptio doli, che può essere promossa dal fideiussore, riguarda la violazione dell’art. 644 comma 3° c.p. in tema di cosi detta usura concreta.

È noto che, secondo la formulazione dell’art. 644 coma 3 c.p., esistono due tipi di usura: una c.d. “oggettiva” (o presunta), che si verifica per effetto del mero superamento del c.d. “tasso soglia” fissato con decreti ministeriali, ai sensi della L. 108/96, ed una usura c.d. “soggettiva” (o concreta) che si occupa del comportamento della banca “soggettivamente considerato” con riferimento al singolo rapporto.

Ai fini dell’accertamento dell’usura soggettiva, ai sensi e per gli effetti dell’art. 644 III comma cp, occorre tenere conto, come dispone la norma in commento dei seguenti requisiti: a) del superamento del tasso medio praticato per operazioni similari (non occorrendo cioè il superamento del tasso soglia), b) della sproporzione tra oneri applicati e prestazione in danaro e/o utilità conseguita, c) delle difficoltà economiche e/o finanziarie dell’epoca del cliente.

Sul tema della difficoltà economica e finanziaria del cliente si è espressa la Corte di Cassazione la quale, con sentenza n. 18778/2014, ha chiarito quanto segue “perchè sia integrata la c.d. usura in concreto, occorre che: a) il soggetto passivo versi in condizioni di difficoltà economica o finanziaria; b) gli interessi pattuiti (pur se inferiori al tasso-soglia usurario ex lege) ed i vantaggi e i compensi risultino, avuto riguardo alle “concrete modalità del fatto ed al tasso medio praticato per operazioni similari”, comunque “sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all’opera di mediazione” (così, Cass. pen. Sez. II, sent., (ud. 29-03-2017) 25-05-2017, n. 26214, che richiama Cass. sez. 2 n. 5683 del 25/10/2012, Rv 255238). La carenza di liquidità è di solito evincibile dall’andamento dei conti e dall’eventuale sconfinamento in cui operi il correntista.

Non vi è dubbio che l’usura concreta configuri una fattispecie tipica di violazione degli obblighi di diligenza e buona fede da parte della Banca che legittima la liberazione del fideiussore come effetto della così detta exceptio doli.

Infatti per pacifica giurisprudenza l’impegno del fideiussore “non è assoluto, perché incontra il duplice limite della escussione fraudolenta o abusiva (a fronte della quale il garante può opporre la exceptio doli) e del caso in cui le predette eccezioni siano fondate sulla nullità del contratto presupposto per contrarietà a norme imperative o per illiceità della sua causa(cfr. Cass. Civ. n. 21398 del 18/09/2013, nello stesso senso vedasi anche Trib. Arezzo 03/05/2013; Trib. Milano, 25/02/2008, Trib. Savona 19/11/2005, Corte di Appello di Genova 25/07/2003 ).

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