201705.12
0

L’Amministrazione Finanziaria non può motivare il rigetto dell’istanza di rimborso Iva, invocando il generico principio della sospensione ex articolo 23 d. lgs 472/1997, nonché ex articolo 69 del Regio Decreto 2440/1923, per la presenza di altre pendenze fiscali

Il fatto: E’ quanto ha statuito la Commissione Tributaria Provinciale di Bari, con sentenza n. 1022/14/2017, depositata il 3 aprile 2017, in un giudizio promosso da una società, patrocinata dall’avvocato Roberto Massarelli, la quale, dopo aver presentato istanza di rimborso iva, aveva impugnato il silenzio-rifiuto dell’Agenzia delle Entrate. L’Amministrazione si era difesa in giudizio sostenendo che, pur non esistendo in effetti ulteriori carichi tributari, a seguito di pronunce emesse, dalla CTP e dalla CTR, sentenze che avevano posto nel nulla gli atti di accertamento, dette pronunce erano state impugnate nei gradi superiori di giudizio.

Il principio di diritto: La Commissione Tributaria Provinciale di Bari, accogliendo le difese in tal senso svolte per la società ricorrente dell’avvocato Roberto Massarelli, con sentenza n. 1022/14/2017 ha statuito quanto segue <<con riferimento all’articolo 69 del Regio Decreto numero 2440/1923 ed all’articolo 23 del d.lgs. 472/1997, che a detta dell’Amministrazione consentirebbero di differire il rimborso del credito sino alla definizione del debito dell’erario, anche attraverso la compensazione, trattasi disciplina di carattere generale e come tale recessiva, laddove la materia trovi disciplini in una norma speciale. Orbene nella materia IVA, l’articolo 38 bis DPR 633/72 prevede un articolato sistema di garanzie, teso a tutelare gli interessi dell’erario al recupero di quanto dovesse risultare indebitamente percepito dal contribuente, sicchè sarebbe preclusa l’applicazione della disciplina generale di cui all’art. 69 del Regio Decreto 2440/1923 ed all’articolo 23 del d.lgs. 472/1997>>

Stampa questo articolo

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *