201509.24
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Gli avvisi di accertamento sono illegittimi quando la motivazione degli stessi viola le norme costituzionali poste a presidio della libertà e dell’autonomia d’impresa ( art. 41 e 53 della Carta Costituzionale)

IL CASO: è quanto ha stabilito la  Commissione Tributaria Regionale di Bari (sentenza n. 1947/6/15) in un giudizio patrocinato dallo studio Massarelli, nel quale  la società  assistita    proponeva appello avverso la sentenza di rigetto delle ragioni del Contribuente, emessa dalla Commissione Provinciale di Bari. È stata nella circostanza eccepita la  nullità della pronuncia di primo grado  per error in procedendo e in iudicando, in quanto il primo Giudice aveva omesso del tutto di esaminare la violazione, da parte dell’Amministrazione finanziaria, dei precetti costituzionali a presidio della libertà e dell’autonomia dell’attività di impresa (art. 41 Cost.) e della capacità contributiva del contribuente ( art. 53 Cost.). Era stata altresì eccepita la violazione  dell’art. 7 dello Statuto del Contribuente sotto il profilo della contraddittorietà e incongruenza logico-giuridica delle motivazioni degli avvisi di accertamento. Lamentava , quindi, nella sostanza, il contribuente, che  il Giudice di prima istanza  avesse  omesso di verificare, in via preliminare,  la legittimità dell’operato dell’Amministrazione, in relazione  alle suddette norme.

PRINCIPIO DI DIRITTO: la  Commissione Tributaria Regionale di Bari, accogliendo le ragioni del Contribuente, ed annullando la sentenza di primo grado, ha così statuito “l’Amministrazione finanziaria per tutti e quattro gli anni d’imposta, ha esercitato i suoi poteri di accertamento in modo totalmente apodittico, cioè senza preoccuparsi di illustrare  e di spiegare, in modo dettagliato ed intellegibile, le eventuali violazioni, che sarebbero state operate dalla contribuente, delle leggi che disciplinano, prima, l’esercizio dell’attività economica dell’impresa privata e, poi, la determinazione del reddito imponibile ai fini IRES e la determinazione della base imponibile ai fini IRAP. Operando così, l’Ufficio ha violato anche l’autonomia dell’impresa e le sue scelte imprenditoriali  ( riferimento art. 41 Cost)

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