202101.28
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Fideiussione travestita

Accogliendo la domanda dell’avv. Roberto Massarelli, con sentenza del 15 gennaio 2021 a firma della dott.ssa Cavallo, il Tribunale di Bari chiarisce – tracciando il confine tra i due istituti – che la clausola di c.d. pagamento a prima richiesta, non è sufficiente a qualificare la fideiussione come contratto autonomo di garanzia.

Il fideiussore può opporre al creditore le eccezioni che spettano al debitore principale.

In particolare, si legge nella sentenza: “L’esistenza di una clausola di “pagamento a prima richiesta” non è tuttavia da sola sufficiente a far ritenere che l’accordo concluso sia un contratto autonomo di garanzia. Difatti “ai fini della configurabilità di un contratto autonomo di garanzia oppure di un contratto di fideiussione, non è decisivo l’impiego o meno delle espressioni “a semplice richiesta” o “a prima richiesta del creditore”, ma la relazione in cui le parti hanno inteso porre l’obbligazione principale e l’obbligazione di garanzia. Invero la caratteristica fondamentale che distingue il contratto autonomo di garanzia dalla fideiussione è l’assenza dell’elemento dell’accessorietà della garanzia, insito nel fatto che viene esclusa la facoltà del garante di opporre al creditore le eccezioni che spettano al debitore principale, in deroga alla regola essenziale della fideiussione, posta dall’art. 1945 c.c.” (Cass. 15108/13). Dunque, l’autonomia del contratto autonomo di garanzia determina l’assunzione da parte del garante dell’impegno di pagare al beneficiario della garanzia a prima richiesta del creditore, con rinuncia a opporre eccezioni relative al rapporto garantito, verificandosi quindi un’astrazione sostanziale della garanzia dal rapporto garantito: in ciò risiede la differenza del contratto atipico in esame rispetto alla fideiussione” ed ancora “Infatti, se si fosse trattato di contratto autonomo di garanzia la prestazione offerta sarebbe stata qualitativamente diversa rispetto a quella garantita, come specifica la Suprema Corte con la sent. n. 30509 del 22/11/2019: “l’obbligazione del garante autonomo si pone in via del tutto autonoma rispetto all’obbligo primario di prestazione, essendo qualitativamente diversa da quella garantita, perché non necessariamente sovrapponibile ad essa e non rivolta all’adempimento del debito principale, bensì ad indennizzare il creditore insoddisfatto mediante il tempestivo versamento di una somma di denaro predeterminata, sostitutiva della mancata o inesatta prestazione del debitore”.

Sent. 249_2021

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