202104.16
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Prima si spoglia degli immobili e poi si indebita. Trasferimento immobiliare revocato dal Tribunale

Con sentenza dell’8/3/2021 il Tribunale di Bari, condividendo la tesi difensiva svolta dall’avv. Roberto Massarelli, ha accolto una domanda revocatoria “sui generis”: ha revocato cioè un’operazione di spossessamento immobiliare, sebbene, all’epoca dell’operazione medesima, non esistesse ancora alcuna ragione di credito in capo al soggetto che aveva poi agito in revocatoria.

Il Tribunale, nel dichiarare l’inefficacia del trasferimento immobiliare “de quo”, ha ritenuto che fosse comunque possibile invocare il consilium fraudis in capo ai protagonisti della transazione immobiliare, ancorchè il debito non fosse ancora insorto in capo al soggetto disponente. A tal fine il Tribunale ha valorizzato una serie di indici presuntivi della più generale crisi economica e patrimoniale in cui si trovata il disponente, all’epoca del trasferimento immobiliare, non ritenendo impeditiva all’accertamento della “scientia decotionis” la circostanza che, all’epoca, il credito non fosse ancora insorto in capo al soggetto che aveva poi agito in giudizio. In subjecta in materia la Cassazione ha ribadito, anche di recente che, ai fini dell’accoglimento della domanda revocatoria, occorre comunque procedere ad una valutazione complessiva degli elementi presuntivi della conoscenza dello stato di crisi dovendosi per altro valutare anche il modo in cui quegli elementi si combinano tra loro (Cass. Civ 30/10/2020 n. 24160). La pronuncia del Tribunale di Bari, per altro, ha qualificato come donazione l’atto di disposizione immobiliare “de quo” sebbene diversamente qualificato dai protagonisti stessi dell’operazione immobiliare. In effetti, per pacifica giurisprudenza, il “nomen iuris” dato dalle parti all’atto impugnato, non è vincolante per il Giudice, il quale ha il potere/dovere di individuare sia l’oggetto, sia la natura che gli effetti del negozio oggetto della domanda revocatoria (Cass. 16939 del 27/6/2018). L’accertamento della natura gratuita o onerosa dell’atto impugnato per revocatoria, costituisce infatti apprezzamento del Giudice di merito che, se compiutamente motivato, sfugge al sindacato di legittimità (Cass. Civ. 6532 dell’11/7/1994. Trib. di Vicenza sent. 882 del 10/5/2016)

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