202105.05
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Il Tribunale di Bari, su istanza dellโ€™avv. Roberto Massarelli, con ordinanza del 22/4/2021, ordina al perito di considerare, nella ricostruzione del saldo del mutuo, non gli addebiti, ma i soli accrediti documentati sul conto corrente, tutto ciรฒ in unโ€™ideale โ€œseparazione delle acqueโ€, tra poste attive e poste passive che dovrebbero invece entrambe confluire nel determinare il saldo del conto.

Con unโ€™interessante ordinanza del 22/4/2021 il Tribunale di Bari, su istanza dellโ€™avv. Roberto Massarelli, avendo la banca rifiutato di consegnare al cliente gli estratti conto, ha integrato i quesiti inizialmente formulati ed ha chiesto al CTU, ai fini della ricostruzione del saldo del mutuo, collegato al conto corrente, di imputare a deconto del mutuo, i versamenti documentati (non gli addebiti perchรฉ non documentati) confluiti sul conto.

Lโ€™ordinanza รจ stata emessa in un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, per conto di una societร  che aveva chiesto al Tribunale di ricostruire il saldo del mutuo โ€“ al netto degli oneri illegittimi โ€“ nonchรฉ lโ€™andamento del conto corrente ad esso collegato, epurato di una serie di illegittimi addebiti.

Infatti, insieme al contratto di mutuo, la societร  mutuataria aveva intrattenuto con la banca anche un rapporto di conto corrente. Arrivato il momento della โ€œresa dei contiโ€ la societร  aveva chiesto alla banca, ai sensi dellโ€™art. 119 TUB, di avere copia, non solo di tutta la documentazione relativa al rapporto di mutuo, ma anche di quella afferente il conto corrente, su cui venivano veicolate le rate del mutuo.

La banca non aveva ottemperato, soprattutto in relazione al rapporto di conto corrente, alla richiesta formulata dalla societร  correntista. Conseguentemente, il Giudice aveva ordinato alla banca, ai sensi dellโ€™art. 210 cpc, di produrre tutti gli estratti relativi al rapporto di conto corrente.

Tenendo conto del comportamento oscitante della banca, il Tribunale, nellโ€™ammettere la consulenza tecnica dโ€™ufficio, finalizzata allโ€™accertamento del saldo del mutuo, ha integrato i quesiti inizialmente formulati chiedendo al perito di tener conto dei soli versamenti effettuati sul conto, per i quali la societร  attrice aveva prodotto una serie di distinte di versamento.

La societร  โ€“ in considerazione del comportamento processuale assunto dalla banca โ€“ aveva chiesto di delegare al CTU una verifica contabile che imputasse direttamente a deconto del mutuo i versamenti effettuati sul conto (versamenti di cui aveva dato prova con lโ€™allegazione delle distinte di accredito) dal momento che la banca non aveva giustificato lโ€™esistenza di correlativi addebiti sul conto che avrebbero potuto assorbire quei versamenti.

Conseguentemente il Giudice ha ordinato al perito di elaborare un calcolo alternativo del saldo del mutuo, imputando a deconto del mutuo i versamenti sul conto.

La vicenda โ€œschiude le porteโ€, e non di poco, al tema della natura e della portata dellโ€™obbligo di rendiconto – oggi al centro di un acceso dibattito dottrinale e giurisprudenziale โ€“ a cui รจ tenuta la banca, anche quale mandataria, nei rapporti con il cliente. Lโ€™obbligo di rendiconto (che non si esaurisce con la semplice consegna degli estratti conto ma che afferisce, ove richiesta, anche alla consegna della documentazione giustificativa delle singole poste di addebito e di accredito) ha in realtร  un duplice riferimento normativo: lโ€™art. 1713 cc che disciplina gli obblighi di rendicontazione del mandatario e lโ€™art. 119 TUB che si impone nei rapporti bancari come norma speciale. Meritano di essere richiamati sul punto, i vari recenti approdi della Suprema Corte, la quale ha chiarito che โ€œil titolare di un rapporto di conto corrente ha sempre diritto di ottenere dalla banca il rendiconto, ai sensi dellโ€™art. 119 del D. Lgs. 385 del 1993 (T.U.B.), anche in sede giudiziaria, fornendo la sola prova dellโ€™esistenza del rapporto contrattuale, non potendosi ritenere corretta una diversa soluzione sul fondamento del disposto di cui allโ€™art. 210 cpc, perchรจ non puรฒ convertirsi un istituto di protezione del cliente in uno strumento di penalizzazione del medesimo, trasformando la sua richiesta di documentazione da libera facoltร  ad onere vincolante (Cass. n. 3785/2019, Cass. 11554/2017, Cass. 24181/2020). Tale principio di diritto si รจ giustificato adducendo che la norma del TUB รจ norma speciale rispetto allโ€™art. 210 cpc, che consente al titolare di un conto corrente di ottenere dalla banca il rendiconto anche in sede giudiziariaโ€.

In tal senso, i Giudici di Piazza Cavour hanno chiarito che โ€œil potere del correntista di chiedere alla banca di fornire la documentazione relativa al rapporto di conto corrente puรฒ essere esercitato, ai sensi dellโ€™art. 119, comma 4, TUB (D. Lgs. 385/1993), anche in corso di causa ed attraverso qualunque mezzo si mostri idoneo allo scopo. Da rilevare รจ, inoltre, che la norma del comma 4 dellโ€™art. 119 TUB non contempla, o dispone, nessuna limitazione che risulti in qualche modo attinente alla fase di eventuale svolgimento giudiziale dei rapporti tra correntista e istituto di credito. Dโ€™altra parte, non risulta ipotizzabile una ragione che, per un verso o per altro, possa giustificare, o anche solo comportare, un simile risultato. Da rimarcare, ancora, รจ che la richiamata disposizione dellโ€™art. 119 viene a porsi tra i piรน importanti strumenti di tutela che la normativa di trasparenza โ€“ quale attualmente stabilita nel testo unico bancario vigente โ€“ riconosca ai soggetti che si trovino a intrattenere rapporti con gli intermediari bancariโ€ (Cass. 25158/2020).

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