202306.09
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No al fallimento se il decreto ingiuntivo non persuade.

Con decreto del 21 febbraio 2023, la Corte d’Appello di Bari, accogliendo le difese dell’avv. Roberto Massarelli, ha confermato il rigetto della domanda di fallimento fondata su un decreto ingiuntivo reso provvisoriamente esecutivo, nel corso del giudizio di opposizione. Il Giudice prefallimentare ha rivendicato la facoltà di formarsi un proprio convincimento sull’esistenza del credito, se del caso anche prendendo le distanze dalle argomentazioni svolte dal Giudice dell’opposizione alla pronuncia monitoria.

Il Collegio investito dell’istanza di fallimento può cioè arrivare a conclusioni opposte rispetto a quelle fatte proprie dal Giudice del merito, sempre che non sia intervenuta “medio tempore” una pronuncia di accertamento definitivo del credito.

Nel caso specifico la Corte d’Appello non ha condiviso le conclusioni a cui era pervenuto il Giudice dell’opposizione, che aveva fondato la concessione della provvisoria esecuzione, sulla ritenuta riconducibilità del contratto di fornitura alla disciplina della vendita a consegna ripartite invece che del contratto di somministrazione.

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