202102.01
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La Banca e l’analfabeta



Il viso è percorso da rughe profonde, scavate dal sole, gli occhi sono di un bellissimo azzurro trasparente, occhi che non conoscono scorciatoie.
Salvatore ha ottant’anni e produce i taralli più buoni del mondo. Mi segue con attenzione mentre parlo, ma è evidente che non riesco a spiegarmi.
“????? ? ????? ?? ???????, ?????????”. I suoi occhi cerulei sono dentro i miei.
“??? ???? ?????? ?? ?????? ??? ???? ? ????????”.
Non capisce il motivo della domanda, ma per educazione risponde: “?????’…?? ?????? ?? ???? ????”. Vito è il proprietario di una macina poco distante dalla sua piccola azienda di taralli.
“? ?????? ?????? ?? ?????? ?? ??????, ?????”.
“????ò…???????” poi guarda in alto a destra in qualche punto della stanza, per riordinare le idee “???? ?? ?? ????????? ? ??????, ?? ?? ???? ?? ??? ? ?????? ??? ?? ?????? ?? ?????? ??? ?? ????? ????? ?’????. ?? ?? ?? ?????? ?? ?????? ? ???????? ????????? ?? ?????, ? ??????? ?? ???? è ?????? ?? ?????????”.
“???? ?????? ???? ???????” insisto. “?? ?? ????ò, ?????? ??????…”
“???? ??…” ancora uno sguardo in alto a destra, nel solito angolo della stanza: “?????’???? ?? ?’?? ????? ?????? ?? ??ù, ????? ??????? ?????????”.
“? ?????é?”, mi accorgo che forse siamo sulla buona strada.
“?? ?? ????? ??? ?????’???? ?? ????????? è ?????? ????, ?????é ?’??? ?? ??????? ?????? ??? ?????, ???ì ???? ???? ?? ?????? ??? è ???????? ? ????????, ?’?? ??????? ?? ??????? ?????????”
“????, ?????????” l’azzurro marino dei suoi occhi è la cosa più bella che abbia visto, oggi.
“????, ?????????, ???????? ????? ??? ??? ?????? ???? ?? ???? ? ??? ????: ???? ????, ?????’???? ?’è ????? ?? ??????? ?????? ? ?? ?????? ?? ?’??? ????? ????? ????? ??ù ??? ??????. ? ?????? ????’???? ????????, ????ò ???? ?? ?????? ??????. ???ò, ?????????? ?????? ?’??????? ??? ??????: ?? ?? ???? ???????? ???????? ????????? ?? ?????, ??? ??? ?? ????????? ???? ????, ??? ??? ???? ????”.
Mi guarda in silenzio. Quegli occhi hanno ancora vent’anni.
“?? ?????, ??????????” un breve cenno del capo: “????, ?????? ???????? ????? ??? è ??????? ?? ???? ? ????? ??à ???????? ? ??????. ??? ?? ?? ???? ? ?? ??? ??????, ???????, ?? ??? ???????? ?? ??????. ???ò ????, ??? è ?? ??? ?????, ?? ????, ??? ???????????, ??? ?????’???? ?? ????????? è ?????? ????? ????: ??? ?’??? ?? ??????? ?????? ??? ?????. ??? ?? ?????? ??????? ?????. ???ì ?? ????? ????? ????? ???? ????’???? ??????????. ?????? ???? ?? ??????? ??? ?????’???? ??????à ?? ?????? ? ????? ??? ????? ?? ?????? ??????, ? ???è ? ?????? ????????? ?? ?????, ?? ? ??? ???????? ? ???????? ?????????, ?????é ?????? ??? ?? ?????? ???????”.
Il mare azzurro dei suoi occhi comincia ad incresparsi.
“????, ???. ?????????, ?? ???????? ??????????? ??? ?? ????? ?? ?? ????? ?????????????, ?? ?????? ‘???????’ ? ???????? ?? ??’ ???? ?? ?????????? ??? ???? ????? ?????? ?? ??????”.
Nel silenzio della stanza solo il respiro di Salvatore. Si sfila il fazzoletto intorno al collo e si asciuga la fronte.
“???, ?????????, ?? è ?????????, ??? ?? ?????, ?? ?????????? ??? ??????, ? ???????? ?? ?? ????, ?? ?? ?????? ??????????. ?? ????????? ?????? ??? ????? ??? ?? ???? ?????? ??? ??????? ????????? ??? ?????????? ?????? ????”.
L’azzurro dei suoi occhi, adesso, è più cupo: ha i riflessi metallici delle onde sfiorate dal maestrale. “?? ???????? ?? ?? ????? ?’?? ????????? ?? ?? ?????????? ???????????? ?? ???????”.
Adesso Salvatore ha gli occhi lucidi, continua ad asciugarsi la fronte con il suo fazzoletto enorme.
“????, ? ??????? ???? ??? ????????? ?? ??? ????????????? ????????? ??? ????? ???, ??? ??? ????, ?? ????????, è ?????? ????”.
Il rigolo di una lacrima prende la strada di una ruga sul viso: “?????’… ?? ?????? ?????????? ? ?????: ?? ??? ?? ???????????, ????? ???”
Poi dice quello che avevo già intuito: “????ò, ?? ??? ?? ?é ???????, ?é ????????”.
“???????, ?? ???? ?? ????? ? ????????” mi accordo che la mia domanda è stata troppo diretta.
“????ò…” un silenzio infinito, abbassa la testa, si rimette il fazzoletto intorno al collo “????ò…?? ?? ??????? ???? ?? ?????”.
Un’altra lacrima segue l’incavo delle sue rughe sotto gli occhi.
Vorrei abbracciarlo, forse ho sbagliato lavoro.
“???? ?????????, ?????? ???? ?? ?????????? ??? ???? ???????, ???? ??? ?? ????? ???????? ???????? ???? ?? ??????? ???????????”.
Non parla, si guarda a lungo le mani. Ha capito che ha perso i risparmi di una vita, una vita passata ad impastare taralli.
Salvatore ha più di ottant’anni, ha la seconda elementare, sa solo mettere la firma, legge come leggerebbe un bambino di sei anni. Mi mostra il diploma di seconda elementare.
Mi spiega la ragione di quel diploma, è una storia che già conoscevo: nell’immediato dopoguerra, vi era la necessità di aggiornare i registri anagrafici della popolazione residente. Poiché vi era un diffuso analfabetismo, lo Stato istituì dei corsi di scolarizzazione primaria, in modo che, chi non fosse stato in grado né di leggere, né di scrivere, potesse quanto meno mettere la firma sulle schede anagrafiche.
Salvatore ha il diploma di seconda elementare, ma non sa né leggere, né scrivere, sa solo mettere la firma. Per la banca invece è un esperto di investimenti in warrant!
Abbiamo citato in giudizio la banca che all’epoca deteneva il dossier titoli (subentrata, a seguito di fusione, all’istituto di credito responsabile di questa oscenità).
La causa è stata lunga ed il contraddittorio feroce. La banca ha sostenuto, fino all’ultimo, che Salvatore era stato informato sulla natura e sui rischi dell’investimento che aveva sottoscritto.
Alla fine, il Giudice ha avuto un’intuizione: ha voluto sentire, in sede di interrogatorio, sia Salvatore, che il legale rappresentante della banca. L’interrogatorio delle parti è un mezzo di prova piuttosto raro nel contenzioso bancario, che normalmente gira tutto intorno alle consulenze tecnico-contabili. L’interrogatorio resta però il mezzo di prova più diretto.
Quando sono entrati in aula, fianco a fianco, Salvatore, con il suo grande fazzoletto intorno al collo, il manager della banca, con la pochette nel taschino, ho capito che avevamo vinto la causa.
La banca è stata condannata a restituire a Salvatore i suoi investimenti. È stata una delle pronunce più severe che ricordi, in tema di violazione, da parte dell’intermediario, degli obblighi di trasparenza e buona fede, disciplinati dall’art. 28 del Regolamento Consob.
Quando ho detto a Salvatore che avevamo vinto la causa, non sembrava sorpreso.
Era normale, per lui, che la banca fosse condannata, com’è ovvio che, quando c’è la ruggine, il grano vada buttato e com’è normale – per chi ha gli occhi di quell’azzurro trasparente – che chi fa del male lo riceva.
Vorrei dedicare questo successo processuale all’avvocato Sergio Daniele, che ne ha in parte il merito. Ovunque si trovi in questo momento.

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